Pensieri da Cracovia (parte II)

La Dama con l'ermellino

Ogni ora, da 700 anni, dalla Torre più alta della Chiesa di Santa Maria un trombettiere si affaccia sulla Piazza ed esegue la chiamata a raccolta. Il mio orologio, come quello del campanile, segna le 10 del mattino. Mi avvio. Il Museo Czartoryski vuole essere, nei nobili propositi della sua fondatrice, la principessa Izabela Czartoryska, un luogo della memoria storica. Per chi è affascinato dal genio di Leonardo, è, piuttosto, la meta obbligata per lasciarsi incantare dalla perfezione della sua dama più aristocratica. Tutto il resto è ombra.

Pensieri da Cracovia (parte I)

Cracovia (carrozze)

Il pomeriggio stesso dell’arrivo. Mi dirigo verso il centro. Freddo, ma non pungente. Da Piazza Matejki si percorrono due minuti a piedi e ci si trova davanti il barbacane e la porta di San Floriano. L’ingresso della città vecchia. Abili suonatori da strada con abiti peruviani ricordano ai passanti che la musica non ha confini, così come la povertà che si legge sul volto di una donna seduta ai margini della Ulica Florianska, mentre il McDonalds lì vicino si popola di mangiatori di frivolezze. Mi sono chiesto se non sia giusto proibire alle multinazionali dei polli e degli hamburger di invadere i centri storici delle città più antiche offendendone la memoria. Il pensiero di un istante. Imboccata la prima traversa sulla destra, si percorrono pochi metri prima di immettersi sulla parallela Ulica Sw. Jana. Il palazzo che stavo cercando è proprio lì, quasi anonimo, all’angolo. Il portone è chiuso ed un cartello indica che il Museo Czartoryski riaprirà domani. Alle 10:00, non potrò mancare. Proseguo intanto per le stradine della città, tra ristoranti e bar che sembrano sbucati dal passato. Ne scorgo uno che ispira un senso di cose buone. Prenoto per la sera.

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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