Buonasera, Vespa, vaffanculo
L’occasione era ben ghiotta e lui ci si è tuffato sopra come un gabbiano con i pesci a pelo d’acqua. Becco proteso e parata di nei in bella vista, l’impermeabile pennuto della televisione italiana ha chiamato a raccolta l’esercito dei confidenti del Maestro per ricordarne la vita, le opere, i peccati. Sornione in piedi al centro della scena, prono ai voleri di una TV che pesca nella melma, ha ospitato nel salotto buono di mammarai amici ed amiche del tenore, la dietologa, il Notaio, il legale di famiglia. La voce scomparsa è solo una lontana eco, signore e signori, è di scena il sordido complotto, la congiura familiare, l’intrigo coniugale, il dramma di un’eredità contesa. Gli ultimi giorni di vita del Grande Luciano diventano un mistero a tinte blu. Ho spento, staccato la spina. Ma forse mi sono perso il colpo di teatro. Bussano alla porta, entra il criminologo, proprio lui, quello barbuto dall’aria severa e l’aspetto inquietante. Già, mi pareva curioso che non sedesse già in poltrona. Si siede ora e annuncia: un crimine è stato commesso, bisogna trovare il movente e l’arma del delitto. Il cadavere no, quello già ce l’abbiamo.



Cazzo, Capitan America, non è mai stato il mio preferito (penso), forse il mio amico, quello che colleziona fumetti, lo ha mandato lui, bastardo, ma che ore sono, ma perché?








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