I fiori dell’anima

30 settembre 2010 Pensieri animati 6 commenti
Central Park - photo by AlterEgo

Ogni viaggio è scoperta e disvelamento. In luoghi lontani e sconosciuti mi capita talvolta di scorgere inaspettatamente me stesso, le mie radici. In una piega del passato, un ricordo sopito che si riflette sul volto di una donna mai vista, nella litania di un mendicante, nella dolcezza di un suono o di un sapore. Come uno schiudersi del fiore nella fioritura. Mi ritrovo così a pensare, sfiorando la retorica dei sentimenti, ai viaggi passati, alle radici disvelate in ogni remoto paese, dai castelli d’Irlanda alle vie di Manhattan, dai tramonti d’Alsazia alle passeggiate andaluse. Ovunque colori e immagini di una vita già vissuta, come se il tempo mi appartenesse in eterno, oltre il confine del mio quotidiano mondo.

Fuor di metafora

29 settembre 2010 Berluskatzi 8 commenti
Berlusconi alla camera

Il momento più autentico del piatto discorso di Berlusconi, falso come una campana loffia, è venuto fuori, prorompente, quando la coda di paglia, pungolata all’occorrenza, ha preso a divampare. Sulla onorevole compravendita di deputati l’espressione si è fatta furiosa, si è acceso il cerone. E un principio di uguaglianza e non discriminazione è stato agitato in faccia a quanti, comunisti o affini, hanno osato insinuare sospetti: il cambio di casacca non può ricevere un giudizio etico differenziato in base alla provenienza del calciatore. Fuor di metafora, il Presidente ha una invidiabile faccia di culo.

Gerarchia delle cazzate

28 settembre 2010 Politica 5 commenti
bossi

Quello che Luca Sofri oggi su Wittgenstein considera uno dei drammi del quadro politico e culturale italiano, condividendo l’opinione espressa poco prima da Filippo Facci sul proprio blog, viene ingenerosamente attribuito a colpa dei giornalisti, mentre, parafrasando, potrebbe essere così diversamente definito: l’abbandono di ogni responsabilità di scelta nella gerarchia delle cazzate da sparare da parte dei politici.

Pezzo di merda

27 settembre 2010 Pensieri animati 7 commenti
Cagata a Buceto

Sarà che disquisire di merda ci riporta al brodo primordiale, che, si sa, era composto di caccole e pisciatine. Sarà per un richiamo ancestrale o quello che sarà, di merda si parla sempre con gusto e disgusto, data la provenienza del fumante elemento. E’ un argomento che piace e dispiace, attira curiosi. Come le mosche. Non mi stupisce leggerlo in prima pagina, ma anche in quella culturale, perché no, dei principali quotidiani, per esaltarne le radici più profonde, quelle intestine, e rimarcarne il fondamentale collegamento con la cultura contadina, che la merda celebra come humus. La merda è natura, dunque, non è mai offensiva. Lite Travaglio vs Sgarbi: il mirabile e compiaciuto pezzo (di merda) di oggi sul Corriere della Sera ci offre lo spunto per parlare di escrementi. Ma anche per riconciliarci tutti con la professione forense.

Autunno

26 settembre 2010 Fotografia Nessun commento

Castello in autunno

In un paese normale

25 settembre 2010 Berluskatzi, Politica 1 commento
Berlusconi

In un paese normale, la ossessione con la quale certi giornali hanno messo a nudo la vita e le vicende, anche private, del Presidente della Camera sarebbe stata subito etichettata per quella che è: una campagna stampa congegnata ad arte dalle penne di regime, animata da puro spirito ritorsivo e volontà di discredito per la posizione eretica assunta in seno al Partito Unico di Sua Maestà il Capo del Governo. E, in quello stesso paese normale, l’Ordine dei Giornalisti avrebbe immediatamente avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei direttori responsabili di siffatti insulti all’intelligenza dei lettori e al decoro stesso della professione. E, inesorabilmente, ne sarebbero derivate sanzioni nei confronti degli architetti del linciaggio mediatico, mentre al politico preso ossessivamente di mira sarebbero state rivolte delle scuse pronte e sincere.

In un paese normale, i lettori dei giornali e i cittadini tutti sarebbero stati in grado, anche facendo minima leva sulle proprie risorse cerebrali, di comprendere la differenza tra trave e pagliuzza e, nel giudizio sulla politica, dar peso alla prima e sorvolare sulla seconda. In quello stesso paese normale, un senso elementare di giustizia e spirito critico avrebbe impedito ad un corruttore e amico di mafiosi di sedere alla Presidenza del Consiglio e di perseverare nel suo teatrino della politica ad personam. O, almeno, ne avrebbe smascherato presto le “nobili” intenzioni.

In un Paese normale, appunto.

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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