Amor proprio

30 ottobre 2010 Pensieri animati 6 commenti
creazione di Adamo

Definirsi ateo è questione di fede ma anche di parola. E’ affermazione necessaria a segnare il distacco, scelta di campo che però si annuncia e risolve in un vuoto prefisso privativo, se non se ne chiarisce né spiega il senso. In principio era il Verbo, ma quale significato attribuirgli? Porsi questa, di domanda, è essenziale a sgombrare il campo dall’equivoco di una negazione che si riduce a icona della miscredenza e così conforma e deforma il concetto stesso di Dio, facendone prerogativa del credente. Esiste invece una religiosità laica, che si nutre dell’autonomia della coscienza e della indipendenza della ragione, smarcandosi dal trascendente e dall’idea di un Dio antropomorfo creatore del cielo e della terra (e di tutte le cose visibili ed invisibili), che rivendica a buon diritto la parola, rendendo liberi. Vogliamo definire atea questa spiritualità della ragione? Forse, sarebbe il caso di chiamarla con il suo vero nome: amor proprio.

Sposi senza anelli

28 ottobre 2010 Ricordi 9 commenti
Klimt (il bacio)

Ricordo l’espressione del celebrante, di lieve smarrimento per la mancanza di anelli. Al suo cospetto, sposi senza divise né veli svolazzanti si scambiavano laiche promesse in un caldo pomeriggio d’estate. Diversamente religiosi. Pochi i presenti nella sala consiliare, due piante ornamentali qua e là, qualche fiore. Le firme, i saluti, due scatti a tradimento per immortalare l’evento. Poi, senza vincoli di protocollo né le pesanti impalcature dei rituali classici, un brindisi con gli amici, prima di ritrovarsi con loro a tavola a celebrare. Serenamente. Era la mia cerimonia.

La luna e i falò

27 ottobre 2010 Incipit 2 commenti
notte-stellata

C’è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non lo so; non c’è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch’io possa dire “Ecco cos’ero prima di nascere“. Non so se vengo dalla collina o dalla valle, dai boschi o da una casa di balconi. La ragazza che mi ha lasciato sugli scalini del duomo di Alba, magari non veniva neanche dalla campagna, magari era la figlia dei padroni di un palazzo, oppure mi ci hanno portato in un cavagno da vendemmia due povere donne da Monticello, da Neive o perché no da Cravanzana. Chi può dire di che carne sono fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione.

Piazza San Pietro

26 ottobre 2010 Fotografia 7 commenti
Piazza San Pietro (notturno)

Photo by AlterEgo

Vincent Van Gogh

25 ottobre 2010 Pensieri animati 3 commenti
vincent_van_gogh_donne_che_raccolgono_patate

E’ vero che spesso mi trovo nello stato più miserando ma resta sempre un’armonia calma e pura, una musica dentro di me. Vedo disegni e dipinti nelle capanne più povere, nell’angolo più lurido. E la mia mente è attratta da queste cose come da una forza irresistibile. Vincent Van Gogh

Minority Report

22 ottobre 2010 Berluskatzi 12 commenti
antigua

A proposito della vicenda della mega villa ad Antigua, solo ai mammalucchi potrà sfuggire la reale strategia di Berlusconi: dare mandato ai propri legali di promuovere un’azione giudiziaria palesemente infondata significa intimidire, nell’immediato, quei fottuti comunisti di Report, e, poi, quando i Giudici avranno respinto la sua richiesta bollandola come cazzata (perché altro non potranno fare, in nome della Legge), sentirsi autorizzato a lanciare nuovi strepiti.

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

Commenti recenti

  • Sampei da Procida: ncopp' 'e scogli......
  • barbara: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2006/01/22/il_tempo_dialogo_e...
  • barbara: Io li ho visti. E le distese di sale. E lui sul cavallo nero col turba...
  • AlterEgo: ... passano ancora lenti i treni per Tozeur....
  • barbara: E per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità...
  • AlterEgo: merci....
  • barbara: Allora devi assolutissimamente frequentare questo blog http://buchi-...
  • barbara: Il poeta, come il maestro, è nell'anima......