Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera. Sulla collina di fronte, l’antico monastero era immerso nella luce dei riflettori, mentre più a destra si stagliavano nel buio le insegne delle cantine più celebri. Meraviglia.
Porto mi si è svelata come una città ferita eppure magica. Oscura e malinconica nei suoi vicoli abbandonati e nelle antiche ricchezze lasciate all’incuria, meravigliosa e splendida nei suoi profili da cartolina e nell’orgoglio di sentirsi grande.
Vorrei scoprire di più.
Ma ho solo il tempo di catturare immagini.
L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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