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Passeggiavo solo e pensoso (pensieri della domenica)

neuroni

Questa democrazia non è matura. Lo era il kiwi che tenevo in mano. Lo è l’escremento umano che rivedo in giro, con la sua mefitica presenza imbonitrice, che ovunque inquina e ammorba. Anche nella giornata della memoria. Ancora lui. Altrove lo avrebbero deriso e umiliato. Qui e ora, no. La memoria è per molti uno straziante fardello. Per altri, troppi, incapaci di cogliere gli insegnamenti (non dico della storia ma) dell’ultimo decennio, sarà un’altra occasione persa.

Come una cagata di piccione

11 luglio 2012 Berluskatzi 1 commento
Berluskatzi

Ci sta provando in tutti i modi, il nuovo italico profeta, a far intendere, a chi abbia orecchi per farlo, che la ricandidatura del Colosso di Arcore sarebbe il colpo di grazia per questo martoriato Paese: aveva già preconizzato scenari di magnifici spread e progressivi nell’approssimarsi alla fine di questa legislatura, per l’incertezza che i mercati intravedono al di là di essa, ma ora ha voluto ricordare la pressione prossima all’umiliazione cui il predetto Colosso era stato sottoposto al G20 di Cannes dello scorso anno, sottolineando, nel contempo, il cambio di clima, la rapida (ri)conquista di una credibilità perduta ad opera di questo Governo. Ma niente, non vi sono orecchi che intendano. Ed anzi, come una cagata di piccione, l’annuncio del colpo di grazia.

Le sue memorie

13 settembre 2011 Berluskatzi 9 commenti
Silvio_Berlusconi

simile ad un amante maltrattato dalla sua bella, e dignitosamente risoluto di tenerle broncio, lascio la politica ov’ella sta, e parlo d’altro.
Alle nove della sera di quel povero venerdì, l’attuario mi consegnò al custode, e questi, condottomi nella stanza a me destinata, si fece da me rimettere con gentile invito, per restituirmeli a tempo debito, orologio, denaro, e ogni altra cosa ch’io avessi in tasca, e m’augurò rispettosamente la buona notte.

La logica della melanzana

4 agosto 2011 Berluskatzi 11 commenti
parmigiana di melanzane

Uno degli argomenti più utilizzati dai fautori della necessità politica di preservare il regime berlusconiano, o, almeno, lasciargli ben impiantati cannule, sondini e scilipoti fino alla sua fine naturale, è sempre stato quello dell’assenza di alternative, della scelta obbligata. In tale condizione estrema e disperata, si imporrebbe – secondo i fautori di cui sopra – la difesa ad oltranza dell’esistente, sebbene agonizzante, contro la possibile deriva del nulla e delle sue molteplici incarnazioni, in nome di un malinteso concetto di stabilità, secondo la logica altrimenti detta del meno peggio o del male minore, fondata su basi puramente congetturali. L’argomento è ideologico e tradisce il senso di appartenenza di chi lo utilizza. Ma non è di questo che vi voglio parlare. Voglio dirvi che oggi ho preparato il mio piatto preferito: la parmigiana di melanzane.

Le grandi manovre

coordinate_geografiche

Nel testo della manovra economica ora al vaglio del Quirinale spunta la norma che prevede la sospensione ex lege della esecutività delle sentenze civili per condanne superiori a 10 milioni di Euro (20 milioni se la sospensione riguarda le sentenze di appello).

Introdotta altresì la previsione di non punibilità delle condotte illecite poste in essere da cittadini residenti o comunque aventi dimora in aree od immobili ricadenti tra 45.6166667 di latitudine e 9.3166667 di longitudine.

 

Il tizio di Arcore

18 giugno 2011 Berluskatzi 6 commenti
nani_da_giardino

Ha ragione Metil: se l’ultimo insulto di Giorgio Clelio Stracquadanio ci ha (giustamente) infastiditi, poniamoci allora l’interrogativo della portata offensiva ed altrettanto fastidiosa degli abituali epiteti che riserviamo al Tizio di Arcore e di quelli, similari, destinati al Caio di Venezia. Mi sono risposto che è vero, sui difetti fisici altrui non è bello indulgere al facile umorismo, e non importa se gli stessi riguardino l’anonimo vicino di casa, lo sfortunato collega di lavoro o il personaggio pubblico. Poi, però, mi sono chiesto se questa elementare regola di buona educazione non sia destinata a soffrire una qualche eccezione che la confermi. Mi sono risposto che è vero, la regola soffre un’eccezione, purché essa non si risolva in offesa gratuita e volgare, quando a suggerirla è la condotta stessa del soggetto portatore del difetto. In pratica: un conto è sparare sul caio di Venezia, un altro indugiare sul Tizio di Arcore, mi sono detto. Voi obietterete che nella mia risposta è racchiusa una pericolosa contraddizione: un difetto fisico non può apparire diverso a seconda di chi lo porta e, poi, chi giudica come tale l’eccezione? Alla vostra obiezione da sofisti non intendo rispondere. Essa non considera il nocciolo della questione: è stato lui, il Tizio, ad anteporre la carne allo spirito, l’apparire all’essere; sua è stata l’idea di edificare un impero su fondamenta di chiappe sode e cartapesta, suo l’ostinato rifiuto della vecchiaia come stagione in cui i corpi si deformano fino a sembrare estranei. Suo il tentativo di dissimulare gli effetti del tempo e la sua stessa statura, come in una disperata battaglia per il prolungamento dell’Ego. Ma la sua bassezza è d’animo e di ideali, non si misura in centimetri. Non si offenderà, dunque, il tizio di Arcore, se continuiamo a chiamarlo nano.

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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