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Alla ricerca del tempo perduto

13 gennaio 2013 Incipit Nessun commento
Marcel Proust

Per molto tempo sono andato a dormire presto, la sera. A volte, appena spenta la candela, i miei occhi si chiudevano così in fretta che non avevo nemmeno il tempo di dirmi: «mi addormento» e, mezz’ora dopo, il pensiero che era tempo di cercare il sonno mi svegliava: volevo posare il libro che credevo di avere tra le mani, soffiare sul lume; non avevo smesso dormendo di riandare con il pensiero a ciò che avevo letto, ma quelle riflessioni avevano preso una piega un po’ particolare: mi sembrava di essere io stesso l’oggetto di cui il libro parlava: una chiesa, un quartetto, la rivalità tra Francesco I e Carlo V. Questa certezza sopravviveva per qualche secondo al mio risveglio; non contrastava con la mia ragione, ma pesava come squama sui miei occhi e gli impediva di accorgersi che la candela non era più accesa.

Piccoli equivoci senza importanza

13 agosto 2011 Incipit 2 commenti
piccoli equivoci senza importanza

Quando l’usciere ha detto: in piedi, entra la corte, e nell’aula per un attimo si è fatto silenzio, proprio in quel momento, quando Federico è sbucato dalla porticina guidando il piccolo corteo, con la toga e i capelli già quasi bianchi, mi è venuta in mente Strada anfosa. Li ho guardati sedersi, come assistendo a un rituale incomprensibile e lontano ma proiettato nel futuro, e l’immagine di quegli uomini gravi seduti dietro al bancone sovrastato da un crocifisso si è dissolta sotto l’immagine di un passato che per me era il presente, proprio come in un vecchio film, e sul blocco per gli appunti che mi ero portato la mia mano ha scritto, quasi per proprio conto, Strada anfosa, mentre io ero ormai altrove, abbandonato al ritroso dell’evocazione.

La leggenda del santo bevitore

2 agosto 2011 Cinema, Incipit 2 commenti
ponte della senna

Una sera di primavera dell’anno 1934 un signore di età matura scese gli scalini di pietra che da uno dei ponti della Senna conducono alle rive del fiume. Là sono soliti dormire, o meglio accamparsi, i vagabondi di Parigi, cosa nota quasi a tutti, ma che pur merita ricordare in questa occasione.
Uno di tali vagabondi veniva per caso incontro al signore maturo che, del resto, era vestito bene e dava l’impressione di un viaggiatore curioso di visitare i luoghi caratteristici di una città straniera.

Un’estate da sola

2 maggio 2011 Incipit 2 commenti
campagna_in_estate

2 maggio. Ieri sera dopo cena, mentre eravamo in giardino, dissi: “Voglio restare da sola per l’intera estate, e giungere all’essenza della vita. Voglio impigrirmi quanto più possibile, perché la mia anima abbia il tempo e l’agio di crescere. Non inviterò nessuno, e se qualcuno verrà a trovarmi gli si risponderà che sono fuori, lontana, o indisposta. Trascorrerò i mesi sui prati e nei boschi. Osserverò le cose che accadono in giardino e vedrò se e dove ho sbagliato”.

Elizabeth von Arnim (Mary Annette Beauchamp)

Il ritratto di Dorian Gray

13 aprile 2011 Incipit Nessun commento
roseto

Lo studio era invaso da un intenso profumo di rose, e quando la leggera brezza estiva agitava gli alberi del giardino, dalla porta aperta giungeva l’effluvio greve dei lillà o la fragranza più delicata dei rosaspini. Sdraiato nell’angolo del divano coperto di gualdrappe persiane, e fumando come suo solito una sigaretta dopo l’altra, Lord Henry Wotton riusciva appena a cogliere il bagliore dei fiori del citisio, dorati e dolci come il miele, i cui tremuli rami sembravano sostenere a stento il peso di quella loro fiammante bellezza; a tratti fantastiche ombre di uccelli in volo guizzavano contro i lunghi drappi di seta ruvida tesi davanti all’ampia finestra con un momentaneo effetto giapponese, ricordandogli quei pittori di Tokyo dai pallidi volti di giada che attraverso un’arte necessariamente immobile tentano di suggerire il senso di velocità e movimento.

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

10 febbraio 2011 Incipit 6 commenti
Dr._Jekyll_and_Mr._Hyde

L’avvocato Utterson era un uomo dall’aspetto ispido e rude, mai illuminato da un sorriso, freddo, scarno e imbarazzato nel parlare; guardingo nei sentimenti, magro, lungo, polveroso, tetro, eppure in qualche modo amabile. Nelle riunioni di amici, e quando il vino era di suo gusto, gli si accendeva negli occhi qualcosa di straordinariamente umano; qualcosa che in verità non trovava mai la via della parola e si esprimeva invece non solo in quei silenziosi segni del volto, dopo una cena, ma più spesso e chiaramente negli atti della sua vita. Con se stesso era austero; quando era solo beveva gin per mortificare la sua inclinazione ai vini d’annata; e benché amasse il teatro aveva smesso di andarvi ormai da vent’anni. Era però assai tollerante con gli altri, e talvolta restava colpito, quasi con invidia, dalla prorompente vitalità che gli uomini mettevano nel compiere i loro delitti, e in ogni occasione incline ad aiutare piuttosto che a biasimare.

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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