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In cima alle scale

3 dicembre 2010 Ricordi 8 commenti
Una porta su Capri

I negozi del Borgo di Celsa erano vestiti a festa. Percorsi a piedi l’ultimo tratto immaginandomi invisibile tra la folla di anime perse negli stanchi rituali del Natale e, come l’angelo del Cielo sopra Berlino, mi parve di udirne i pensieri. Che si susseguivano e accavallavano, confondendosi con i miei.

Un gruppo di turisti inglesi, insolito per la stagione, attendeva composto di far visita al presepe artistico. Più avanti, un capannello di curiosi intorno al banco del pesce.

Ai piedi del grande orologio, imboccai il vicolo sulla destra. A pochi metri da quel mare. Riconobbi l’antico portone con il fregio scolpito in legno e le scale strette e buie. Bussai al citofono. Una voce familiare mi rispose. Chiesi di poter salire, trattenendo il respiro. Vi fu un attimo di silenzio, assordante. Poi il rumore di una porta che si apriva, in cima a quelle scale. Cominciai così ad avvertire il peso dell’inquietudine che mi portavo dentro.

Tre banconote da centomila

2 dicembre 2010 Ricordi 16 commenti
centomilalire

Era giovane, credeva nella Giustizia e nella professione che aveva scelto. Era idealista e avvocato. Un ossimoro vivente. Un giorno si trovò a difendere, quasi per caso, un povero fesso, un disperato dalla pelle scura e dagli occhi tristi, sorpreso a rubare qualche banconota da centomila lire dalla cassa di un ristorante sul mare. Tre banconote da centomila, poteva giurarci la distratta cassiera. Non era andato troppo lontano, però. Erano accorsi subito i carabinieri, lo avevano inseguito e fermato sulla spiaggia. Senza il malloppo, però. Quelle banconote lui proprio non le aveva addosso, eppure era nero e colpevole. E i suoi occhi sempre più tristi. Quel giorno l’ossimoro vivente diede il meglio di sé. L’imputato fu assolto e subito scarcerato. Il giovane idealista poteva andare fiero della professione che aveva scelto, sentirsi utile al mondo intero, un paladino della Giustizia. Il povero innocente si congratulò con lui per l’insperato successo. Gli strinse forte la mano. I suoi occhi erano meno tristi ma lucidi. La sua voce profonda, l’accento francese:

Ecco, Avvocato, questo è tutto ciò che posso permettermi per ringraziarla.

Tre banconote da centomila.

Sposi senza anelli

28 ottobre 2010 Ricordi 9 commenti
Klimt (il bacio)

Ricordo l’espressione del celebrante, di lieve smarrimento per la mancanza di anelli. Al suo cospetto, sposi senza divise né veli svolazzanti si scambiavano laiche promesse in un caldo pomeriggio d’estate. Diversamente religiosi. Pochi i presenti nella sala consiliare, due piante ornamentali qua e là, qualche fiore. Le firme, i saluti, due scatti a tradimento per immortalare l’evento. Poi, senza vincoli di protocollo né le pesanti impalcature dei rituali classici, un brindisi con gli amici, prima di ritrovarsi con loro a tavola a celebrare. Serenamente. Era la mia cerimonia.

Ritrovarsi così

9 ottobre 2010 Ricordi 5 commenti
autunno

Mi è apparsa all’improvviso, al risveglio da sogni inquieti, mentre rimettevo ordine ai ricordi, in questo pigro pomeriggio d’autunno. Era lì in piedi ad osservarmi nelle sue scarpe basse ed un vestito in bianco e nero, lo sguardo malinconico. Aveva tra le mani un album di vecchie foto che emanava un profumo intenso di fiori di bosco. Sono rimasto a lungo incollato a quelle pagine, seguendo il movimento lento delle sue mani delicate e bianche. Lì ero bambino e la terra umida aveva restituito funghi e odore di corteccia. Il primo muschio sulla pietra bagnata. E volti sorridenti. Poi le castagne e le sere davanti al fuoco. Il tepore di quelle mura così familiari. Aspettando l’inverno. Ritrovarsi così, all’improvviso.

Lo schiaffo

3 settembre 2010 Ricordi Nessun commento
gessetti colorati

La ricordo minuta e gentile, la mia maestra delle elementari. Seppe entrare in punta di piedi, con delicatezza, nella mia vita di bambino recalcitrante sottratto alla sua chioccia. Era la prima elementare. Smarrito tra brulicanti grembiuli blu senza nome, mi aggrappai al sorriso di quel volto appena conosciuto ma già complice. Sapeva essere severa, ma giusta.

In un soffio l’anno volse al termine.

In seconda, la notizia inattesa dell’arrivo di una supplente. Per alcuni mesi, forse per l’intero anno. Ricordo il dolore provato e, di nuovo, il senso di smarrimento. Era grassa e scortese. Mai sorridente. Severa senza misura. Una volta, mi sferrò un ceffone. Non ne compresi il motivo, che non c’era. Quell’anno durò una vita.

Da bambino mangiavo le formiche

27 agosto 2010 Ricordi Nessun commento
formiche

Da bambino mangiavo le formiche. Piccole, vivaci, incolonnate. Un gioco da gigante sull’isola di Lilliput.

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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