L’isola dei morti

Nel pomeriggio la mia isola appariva sfavillante di colori. Mi piaceva l’idea del caffè rituale e della passeggiata sul pontile aragonese. C’era un vento frizzante che increspava appena il mare. Il castello sullo sfondo suggeriva un’immagine di quiete serena. La sagoma del Maschio si stagliava imperiosa nel cielo terso e azzurrino.
Eppure, quell’isolotto roccioso, oggi riscaldato dal sole, ha ispirato in passato pensieri di morte, atmosfere cupe, trasfigurandosi in immagine onirica e spettrale nell’immortale dipinto di Böcklin, per tanti anni avvolto nelle nebbie del mistero. Hans Holenweg, storico dell’arte e curatore dell’archivio del pittore svizzero, ha illustrato di recente a Firenze i risultati delle sue ultime scoperte: l’opera d’arte che ha affascinato Hitler, Freud, Lenin, Dalì, è nata da una visione suggestiva del Castello di Ischia.
Mi piace ora ricordare che il mio amico Massimo ne fosse convinto già da tempo.












se ne parla da anni, ma non mi ha mai convinto.
secondo me il dipinto è nato da una visione suggestiva di Vivara…
il nostro Sampei da bravo pescatore la notte non dorme…
chi dorme non piglia pesci…
grazie per l’omaggio!
la forma a ciambella è più quella di Nisida
Capri invece è nu babbà…