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Riflessi

12 settembre 2007 Fotografia Nessun commento
Park Guell

Photo by AlterEgo

L’Architetto di Dio

Park Guell

Non c’è luogo di questa città che non ricordi la presenza di Gaudì. Tracce del suo ingegno, straordinario ed imprevedibile, sbucano ovunque come d’incanto. Le ritrovi nei lampioni di Placa Reial come nelle forme sinuose e fantastiche dei suoi palazzi più celebri, da casa Batllò alla Pedrera, dal Parc Güell alla Sagrada Familia.
Quali pietre, metalli, vetri e ceramiche avrebbe ancora plasmato, modellato, animato, questo genio visionario e stravagante, “il primo tra i geni”, secondo Jean Mirò, se il destino non gli avesse riservato una fine inaspettata, incredibile e straordinaria come la sua vita.
Il 7 giugno 1926 Antoni Plàcid Guillem Gaudí i Cornet fu investito da un tram. I soccorritori non lo riconobbero. L’aspetto trasandato li convinse che si trattasse di un vagabondo. Venne trasportato al Santa Croce, l’ospedale dei poveri. Morì il 10 giugno. Ai suoi funerali c’era tutta Barcellona.

Boqueria

boqueria

La Boqueria è forse il mercato più antico d’Europa. I catalani ne sono fieri. Ci vado di buon’ora, ma è già un concerto di voci e colori. C’è un ordine sublime oltre il caos apparente. Mi avvicino alla bancarella della frutta. Fresca. Mango, papaya e kiwi. La signora me la taglia a pezzetti. Oggi è questa la mia colazione. Poi solo un caffè, andrò a degustarlo con lentezza all’ultimo piano del centro commerciale di Plaça de Catalunya, dove si gode una magnifica veduta della città che si risveglia. O forse non ha mai dormito. L’antico e il moderno si uniscono e confondono. I catalani sono fieri di questa mescolanza. Delle radici come del nuovo. Proseguo il mio giro nel “mercat de Sant Josep”. Il venditore di vini pregiati mi chiede se sono catalano o castigliano o basco. Tira ad indovinare. Ho pronunciato due parole, strette tra i denti, in una lingua che mi è familiare ma che non parlo. Si dispera quando scopre di aver perso la sfida con se stesso. Italiano. Definizione un po’ generica per un catalano. Allora aggiungo, divertito: Sud Italia, Campania, Napoli… e così via. Sembra divertito anche lui. E felice di parlare con un “home del Sud”. Già, home, non hombre. Non confondiamoci.

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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