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La logica della melanzana

4 agosto 2011 Berluskatzi 11 commenti
parmigiana di melanzane

Uno degli argomenti più utilizzati dai fautori della necessità politica di preservare il regime berlusconiano, o, almeno, lasciargli ben impiantati cannule, sondini e scilipoti fino alla sua fine naturale, è sempre stato quello dell’assenza di alternative, della scelta obbligata. In tale condizione estrema e disperata, si imporrebbe – secondo i fautori di cui sopra – la difesa ad oltranza dell’esistente, sebbene agonizzante, contro la possibile deriva del nulla e delle sue molteplici incarnazioni, in nome di un malinteso concetto di stabilità, secondo la logica altrimenti detta del meno peggio o del male minore, fondata su basi puramente congetturali. L’argomento è ideologico e tradisce il senso di appartenenza di chi lo utilizza. Ma non è di questo che vi voglio parlare. Voglio dirvi che oggi ho preparato il mio piatto preferito: la parmigiana di melanzane.

L’ultimo salto

29 maggio 2011 Politica 3 commenti
alfred-kubin

Se non fosse per la tristezza che la condizione di questo pover’uomo sul viale del tramonto suscita, direi che le sue ultime uscite sono pietre miliari della comicità, punti fermi nella galassia dell’umorismo involontario. Il Presidente è ora uno sputo in caduta libera, una fastidiosa macchietta itinerante, capace di rendersi ridicolo in ogni angolo del pianeta. E ora che è chiara la sua deriva mentale e politica, anche gli alleati e i sudditi più devoti cominciano lentamente a smarcarsi abbandonando il capo alle sue ossessioni. Il popolo lo deride in pubblica piazza. Venerdì scorso, a Napoli, in quella del Plebiscito (ironia della sorte), non è bastata la retorica del bravo imbonitore a salvargli del tutto la faccia. Il Presidente è stato accolto da applausi, ma, soprattutto, da fischi e maleparole. Irriverente ed impietoso, ad un certo punto il suo popolo ha fatto persino partire il coro: chi non salta rossonero è. Resteranno le foto ricordo di questi drammatici momenti di fine impero, nano incompreso tra i grandi della terra o disperato istrione sul palcoscenico delle menzogne tra Lettieri e Gigi D’Alessio. Ma l’ultima foto non l’hanno ancora scattata. E allora forza, Presidente, si metta in posa, si faccia un po’ indietro, così, più a destra, un poco a sinistra. Indietro, indietro, indietro, ancora un po’, un altro passo. Ecco, così, perfetto.

 

Cittadini, elettori!

10 maggio 2011 Berluskatzi 4 commenti
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Cittadini, elettori! Il 15 e il 16 maggio sarete chiamati alle urne per decidere il futuro dei vostri figli e quello dei figli dei vostri figli, cioè, dei vostri nipoti. Volete voi che le vostre città, i vostri paeselli, siano governati da uomini che non si lavano, che ammorberanno l’aria che respirate con la loro sudicia presenza, i loro denti marci, le loro barbe inequivocabilmente di sinistra, portatrici di piattole e di disegni eversivi? O volete piuttosto che le vostre città e i vostri paeselli siano guidati con competenza e rettitudine dai valorosi e lindi uomini e le splendide donne del magnifico Popolo della Libertà? Cittadini, elettori! La mia è una domanda retorica, e la retorica non appartiene al vostro glorioso Leader. Il 15 e il 16 maggio votate e fate votare per chi, in tutti questi anni, ha saputo arginare con eroico coraggio il pericolo comunista e quello, non meno subdolo, della carie, donando ai vostri bambini un sorriso certo e prati verdi su cui giocare liberi dalla patrimoniale sul secondo giocattolo.

 

L’ultima stagione del falso mugnaio

19 aprile 2011 Berluskatzi, Politica 15 commenti
Giovanni Bellini (la menzogna)

Ciò che l’altro giorno, in una breve pausa di riflessione, mi era parso di cogliere nell’ultima (in ordine di tempo) stagione del berlusconismo, ossia un definitivo e spudorato mutamento di registro, a partire dallo stesso linguaggio della propaganda, privo ormai di infingimenti, viene oggi mirabilmente raccontato su La Repubblica da Barbara Spinelli.

È cosa sana e buona, rispondere a un attacco giudiziario ad personam con leggi ad personam. Lo stesso Berlusconi ha citato il mitico mugnaio prussiano che nel ’700 decise di veder riconosciute le proprie ragioni, e ai soprusi di Federico il Grande replicò: “C’è pur sempre un giudice a Berlino”. Solo che Berlusconi non è un mugnaio, diffida d’ogni giudice, ed essendo Re assoluto pensa di non dover rispondere dei propri soprusi, di potersi fare giustizia da sé. Perfino l’apologo sulla giustizia del mugnaio è riuscito a riscrivere, trasformandolo in apologo dell’impunità.

 

La deriva

17 dicembre 2010 Politica 10 commenti
larussa&maroni

Molti, moltissimi, tra gli italiani che ieri hanno protestato contro la scarcerazione dei giovani arrestati durante gli scontri di martedì a Roma non hanno la benché minima idea di quali meccanismi – giuridici – siano alla base di quella decisione e, come è stato giustamente osservato, non sanno, quei molti o moltissimi, quali contestazioni siano state formulate, quali indizi raccolti, quali circostanze valutate, nel nome della Legge.

Ma quando la protesta è figlia di un moto di pancia e di un’onda emotiva è spiegabile, forse anche giustificabile, che essa non vada tanto per il sottile, che non si sforzi di comprendere, di entrare nel dettaglio, che non sappia o voglia distinguere.

Da un Ministro della Repubblica si pretende altro. Un Ministro che scelga di cavalcare quell’onda è un degno rappresentante della deriva populistica che attanaglia questo Paese e dalla quale, primo o poi, occorrerà liberarsi.

Quel macabro equivoco del consenso

19 ottobre 2010 Berluskatzi 23 commenti
vota_antonio

Quando il Signor B. agita il tema della legittimazione popolare in funzione autoimmunizzante (io sono il Signore, l’Eletto, e voi non siete un cazzo), facendone il piede di porco del nuovo squilibrio di poteri fondato sul consenso, mi accade di riflettere non tanto sul dramma di una visione populistica e personalistica della politica, quanto sulla fonte stessa del consenso, sulle radici dell’investitura, su quegli uomini e quelle donne che, con il proprio voto, hanno suggellato il più grande equivoco della storia italiana dal dopoguerra ad oggi. Quali pensieri, ragionamenti, ideali si nascondono dietro quel voto? E quali istinti, pulsioni, interessi? Ci deve essere un meccanismo mentale, perverso, ancora avvolto nel mistero, ma degno di essere indagato, alla base della scelta. Forse lo stesso che ha spinto una macabra folla di curiosi ad Avetrana.

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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