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La Dama

25 agosto 2011 Pensieri animati 4 commenti
National Gallery (mostra Leonardo)

Quando la vidi per la prima volta, ebbi come l’impressione che, da sola, restituisse luce all’intero museo: Cecilia! sì bellissima oggi è quella che a suoi begli occhi el sol par ombra oscura. Luminosa e austera, colta ed elegante, di una bellezza consapevole e fiera, ma non ostentata.

Nella Dama con l’ermellino, come nella Belle Ferronière del Louvre, ci si presenta con prodigiosa evidenza vitale e con insuperabile lucidità quello che è sempre stato ed è uno degli aspetti più travisati di un paese come l’Italia, dove il cristianesimo si è cristallizzato nella varietà cattolica: l’aspetto della sua metà femminile, scriveva Federico Zeri. Senza ricorrere a connotati erotici, ma senza neanche oscillare verso il luogo dell’eterna madre italiana, Leonardo da Vinci è stato in grado di rendere i segni di un universo femminile aperto ed egualitario, di una fioritura senza vincoli, che, forse, non sarà possibile cogliere in nessun altro dipinto.

Meditavo in questi giorni di ritornare a Cracovia e al Museo Czartoryski, essendomi evidente (come è evidente ad ogni innamorato) che altro è ammirare da vicino l’oggetto amato, altro è accontentarsi di un succedaneo (seppure ben incorniciato), quando ho appreso che la mia Dama sarà portata in giro per l’Europa e, da novembre, in mostra alla National Gallery. Poco male, vorrà dire che aggiungerò fish and chips alla mia dieta autunnale.

Pensieri da Cracovia (parte II)

La Dama con l'ermellino

Ogni ora, da 700 anni, dalla Torre più alta della Chiesa di Santa Maria un trombettiere si affaccia sulla Piazza ed esegue la chiamata a raccolta. Il mio orologio, come quello del campanile, segna le 10 del mattino. Mi avvio. Il Museo Czartoryski vuole essere, nei nobili propositi della sua fondatrice, la principessa Izabela Czartoryska, un luogo della memoria storica. Per chi è affascinato dal genio di Leonardo, è, piuttosto, la meta obbligata per lasciarsi incantare dalla perfezione della sua dama più aristocratica. Tutto il resto è ombra.

Pensieri da Cracovia (parte I)

Cracovia (carrozze)

Il pomeriggio stesso dell’arrivo. Mi dirigo verso il centro. Freddo, ma non pungente. Da Piazza Matejki si percorrono due minuti a piedi e ci si trova davanti il barbacane e la porta di San Floriano. L’ingresso della città vecchia. Abili suonatori da strada con abiti peruviani ricordano ai passanti che la musica non ha confini, così come la povertà che si legge sul volto di una donna seduta ai margini della Ulica Florianska, mentre il McDonalds lì vicino si popola di mangiatori di frivolezze. Mi sono chiesto se non sia giusto proibire alle multinazionali dei polli e degli hamburger di invadere i centri storici delle città più antiche offendendone la memoria. Il pensiero di un istante. Imboccata la prima traversa sulla destra, si percorrono pochi metri prima di immettersi sulla parallela Ulica Sw. Jana. Il palazzo che stavo cercando è proprio lì, quasi anonimo, all’angolo. Il portone è chiuso ed un cartello indica che il Museo Czartoryski riaprirà domani. Alle 10:00, non potrò mancare. Proseguo intanto per le stradine della città, tra ristoranti e bar che sembrano sbucati dal passato. Ne scorgo uno che ispira un senso di cose buone. Prenoto per la sera.

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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