A leggere i titoli dei principali giornali italiani, un Giudice del Tribunale di Roma avrebbe affermato un principio davvero singolare: un motore di ricerca su internet (si trattava, in questo caso, di Yahoo) è responsabile se nei risultati appaiono collegamenti a pagine che violano il diritto d’autore. La notizia, naturalmente, è falsa. Quel Giudice ha detto altro. Ma se la pigrizia (diciamo) impedisce persino a un lettore esperto (un addetto ai lavori) di andare oltre i titoli gli occhielli e i sommari, cosa mai pretendere da quello medio, ignaro dei meccanismi di fabbricazione delle informazioni? Forse che smetta di guardare il Tg1? O di votare Berlusconi?
Quello che Luca Sofri oggi su Wittgenstein considera uno dei drammi del quadro politico e culturale italiano, condividendo l’opinione espressa poco prima da Filippo Facci sul proprio blog, viene ingenerosamente attribuito a colpa dei giornalisti, mentre, parafrasando, potrebbe essere così diversamente definito: l’abbandono di ogni responsabilità di scelta nella gerarchia delle cazzate da sparare da parte dei politici.
Intervistato a margine del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, lo scrittore David Grossman, soffermandosi sulle vicende italiane, ha dichiarato: “E’ strano che molti media non parlino dello scandalo di Berlusconi, mentre se ne parla in tutto il mondo”, aggiungendo: “La gente dovrebbe sapere cosa succede, non parlo di gossip ma di informazione”.
Ieri sera la serata conclusiva del Premio. Ad Augusto Minzolini, Direttore del TG1, è andato un “riconoscimento speciale“.
Ho detto tutto.
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