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La tavoletta

18 aprile 2011 Racconti apocrifi 1 commento
tavoletta_WC

Dal Libro del Profeta (III)

Si avvicinava intanto l’onomastico di Pasquale e Giovanni Lo Scroto, figlio di Salvatore, salì a Ponticelli alla ricerca di un dono per l’amico.

Trovò davanti al Tempio di Maddalena, noto salone di bellezza, donne sedute al banco che vendevano colombe farcite al cioccolato e cellulari pezzottati. Ed egli si avvicinò e disse loro: “Ma tenet’ pure l’Ipad 2, quello con la videocamera incorporata?”. E una donna si alzò e rispose: “Maestro, tenimm’ chist’, accattatavill’, è n’affar’”, mostrando una tavoletta bianca al figlio di Salvatore. Ed Egli ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, mai prima avevo visto una tavoletta sì lucente e bella“. E così giudicò congruo il prezzo che le venditrici richiedevano e fu in procinto di pagare, quando sopraggiunse il discepolo Luca, il quale, avendo osservato la scena da lontano, prese in disparte il Maestro e al suo orecchio bisbigliò: “Chest’ vi vuole fare fesso, lasciate perdere, Maestro, ‘sta tavulett’ mi puzza!”.

A quel punto, Giovanni Lo Scroto, figlio di Salvatore, visibilmente adirato, gettò a terra il vile oggetto e alle venditrici di colombe e cellulari disse: “Portate via queste cose e non fate del negozio di Maddalena un luogo di mercato”. I discepoli si ricordarono che sta scritto: lo zelo per la tua casa mi divora. Allora le venditrici presero la parola e dissero: “Maestro, per questo danno che ci avete arrecato subirete conseguenze inenarrabili e i nostri fratelli si abbatteranno su di voi con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno. Vedrete, essi vi faranno barba e capelli!”. Rispose Giovanni lo Scroto: “No, grazie, molto gentili, ma chist’ann’ si portano lunghi“. Gli disse allora il discepolo Luca: “Maestro, qua si mette male, e poi, voi tenete ‘o mellone!“. E il Maestro: “talvolta l’apparenza è ingannatrice, dovete voi liberarvi dai falsi pregiudizi, aprire il cuore alla Verità”. E Luca: “Maestro, pigliatev’ sta tavulett’ e iatevénn’, ca finisce che acchiappamm’ e pàccher’!“. Ed Egli raccolse la tavoletta e si incamminò verso casa, meditando sull’uso che ne avrebbe fatto.

AlterEgo

The big noise

7 novembre 2010 Racconti apocrifi 9 commenti
rotoli del profeta (ultimi ritrovamenti)

Dal Libro del Profeta (II)

In quel tempo Giovanni Lo Scroto, figlio di Salvatore, era appena rientrato dall’Iberia. Sceso dal fido destriero, non ebbe il tempo di rinfrancarsi dal lungo e periglioso viaggio – giacché un impellente bisogno lo aveva immantinente costretto ad isolarsi in un umido anfratto – che subito i discepoli si avvicinarono con spedito passo e preoccupato volto: “Maronna santissima, Maestro, ma ch’ ve sit’ magnàt’…. E mentr’Egli trovava scarso conforto e modesta liberazione dalla grassa cotica mal digerita, pronunciò poche parole imbarazzate e poi aggiunse: “guagliù, ‘stu viaggio mi stava uccidendo, o’ cavallo ha purtat’ pur’ ritardo… teng’ ‘nu mal’ e panz’”.

E allora il discepolo Luca prese la parola ed osservò: “Maestro, se il ritardo è superiore ai 30 minuti potete chiedere il rimborso!”.

E il Maestro: “ah, comm’, chi? Addò sta scritt’?”. E poi si rivolse ai Suoi discepoli e disse: “forz’, che siete venuti a chiedermi? qual è o’ pobblem’?”.

E di nuovo i discepoli presero la parola: “Signore, questo mese c’è stata una grande morìa…”.

…delle vacche!” interruppe il Maestro.

Nossignore, un momento, facìtem’ fernì ‘e parla’! di pesci, mio Signore, di pesci” completò il discepolo.

Ah, e come posso esservi d’aiuto?”, domandò il figlio di Salvatore, portandosi la mano al ventre ancora dolente.

Maestro”, disse Luca, “noi avremmo pensato a una bella moltiplicazione… che dite?

Ed Egli rispose, adirato: “Guagliù, ma allora sit’ venut’ a sfottere? Lo sapete bene che in matematica so’ semp’ stat’ negato!

Ed essi si allontanarono, scuotendo il capo ed invocando dal Cielo un segno divino.

E in quell’istante, udirono un suono sordo e prolungato. Ed essi si voltarono e videro il Maestro, finalmente liberato dal suo peso e soddisfatto.

AlterEgo

The Signs

6 novembre 2010 Racconti apocrifi 10 commenti
I rotoli del profeta

Dal Libro del Profeta (I)

In quel tempo Giovanni Lo Scroto, figlio di Salvatore, era in procinto di partire per l’Iberia. Ferrato che ebbe il Suo cavallo, volse lo sguardo ai discepoli e, sfiorandosi il naso con il palmo della mano, disse loro:

guagliù, sto tropp’ in forma, e chi mi ferm’ cchiù…

Ed essi applaudirono, mostrandosi commossi e addolorati per la partenza. Ed allora Egli ebbe parole di comprensione e di conforto e poi aggiunse:

guagliù, dovevo prendermi una pausa, ‘ste femmene mi stavano uccidendo…

E allora il discepolo Luca prese la parola ed osservò:

Maestro, sta scritto: i piaceri della carne ti divorano…

E il Maestro rispose:

ah, comm’, chi? Addò sta scritt’?

E poi disse:

quest’anno è stato per me l’anno dei record… più di tre al giorno tutti i giorni…

E di nuovo i discepoli presero la parola e dissero:

quale segno ci mostri per queste cose?

Rispose loro il figlio di Salvatore:

i calli alla mano destra, vanno bene come segno?

Ed essi si allontanarono, dichiarandosi soddisfatti del segno ricevuto.

AlterEgo

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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