La tavoletta
Dal Libro del Profeta (III)
Si avvicinava intanto l’onomastico di Pasquale e Giovanni Lo Scroto, figlio di Salvatore, salì a Ponticelli alla ricerca di un dono per l’amico.
Trovò davanti al Tempio di Maddalena, noto salone di bellezza, donne sedute al banco che vendevano colombe farcite al cioccolato e cellulari pezzottati. Ed egli si avvicinò e disse loro: “Ma tenet’ pure l’Ipad 2, quello con la videocamera incorporata?”. E una donna si alzò e rispose: “Maestro, tenimm’ chist’, accattatavill’, è n’affar’”, mostrando una tavoletta bianca al figlio di Salvatore. Ed Egli ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, mai prima avevo visto una tavoletta sì lucente e bella“. E così giudicò congruo il prezzo che le venditrici richiedevano e fu in procinto di pagare, quando sopraggiunse il discepolo Luca, il quale, avendo osservato la scena da lontano, prese in disparte il Maestro e al suo orecchio bisbigliò: “Chest’ vi vuole fare fesso, lasciate perdere, Maestro, ‘sta tavulett’ mi puzza!”.
A quel punto, Giovanni Lo Scroto, figlio di Salvatore, visibilmente adirato, gettò a terra il vile oggetto e alle venditrici di colombe e cellulari disse: “Portate via queste cose e non fate del negozio di Maddalena un luogo di mercato”. I discepoli si ricordarono che sta scritto: lo zelo per la tua casa mi divora. Allora le venditrici presero la parola e dissero: “Maestro, per questo danno che ci avete arrecato subirete conseguenze inenarrabili e i nostri fratelli si abbatteranno su di voi con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno. Vedrete, essi vi faranno barba e capelli!”. Rispose Giovanni lo Scroto: “No, grazie, molto gentili, ma chist’ann’ si portano lunghi“. Gli disse allora il discepolo Luca: “Maestro, qua si mette male, e poi, voi tenete ‘o mellone!“. E il Maestro: “talvolta l’apparenza è ingannatrice, dovete voi liberarvi dai falsi pregiudizi, aprire il cuore alla Verità”. E Luca: “Maestro, pigliatev’ sta tavulett’ e iatevénn’, ca finisce che acchiappamm’ e pàccher’!“. Ed Egli raccolse la tavoletta e si incamminò verso casa, meditando sull’uso che ne avrebbe fatto.
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