Home » lisboa » Ultimi articoli:

Quel che resta dell’anno

31 dicembre 2010 Viaggi e Racconti 3 commenti
Travessa_Lisboa

Mi resterà il ricordo del viaggio in Portogallo e Spagna, della riscoperta di Lisboa, dei suoi vicoli intrisi di saudade, di quel ristorante alla Travessa do Convento das Bernardas e dell’allegro tepore di quelle serate di fine marzo. E dell’intrigante Sevilla, dei ritmi andalusi scanditi mani e piedi, dei suoi giardini fioriti. Delle meraviglie di Cordoba, della sua Mezquita Catedral. Dell’Alhambra, di quel sole cocente. Di Madrid, dei capolavori del Thyssen, della prima visita al Monasterio de las Descalzas Reales, del cochinillo asado.

Mi resteranno ricordi che non so raccontare.

Mi resterà il ricordo di questo fine anno, di laghi e di monti, di villaggi e di città.

E di una nuova, inattesa, consapevolezza.

Sostiene Pereira

1 ottobre 2010 Incipit 5 commenti
Lisboa

Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il “Lisboa” aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte.

Saudade

Torre di Belem - photo by AlterEgo

Tutto a Lisbona trasmette saudade, e ancor di più questa spianata di fronte al vuoto, e stando qui, aspirando la brezza che increspa il Tago, cioè il Tejo, si intuisce vagamente cosa sia questa inesplicabile sensazione di rimpianto, di mancanza, e al tempo stesso desiderio di raggiungere l’inaccessibile, malinconico bisogno di utopia che è poi l’orizzonte stesso, un sentimento che i trovatori medievali chiamarono saudade e da allora in nessuna lingua si è trovato un termine appropriato per tradurlo.

(Pino Cacucci)

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

Commenti recenti

  • Sampei da Procida: ncopp' 'e scogli......
  • barbara: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2006/01/22/il_tempo_dialogo_e...
  • barbara: Io li ho visti. E le distese di sale. E lui sul cavallo nero col turba...
  • AlterEgo: ... passano ancora lenti i treni per Tozeur....
  • barbara: E per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità...
  • AlterEgo: merci....
  • barbara: Allora devi assolutissimamente frequentare questo blog http://buchi-...
  • barbara: Il poeta, come il maestro, è nell'anima......