Frammenti di vita (slalom tra le merde)
La donna di rosso vestita, simile all’aurora, mi si avvicinò con un sorriso appena accennato e gli occhi ricurvi su se stessi, come a specchiarsi l’anima: senso del pudore o strabismo di Venere? Tutt’intorno, il solito ammasso scomposto di indifferenza. Percorremmo viali senz’alberi e marciapiedi di fortuna, riflessi come fantasmi nelle vetrine buie dei negozi del centro. Nel rigurgito primitivo, temperato dal gesto riflesso della mano sulla bocca, colsi la somma espressione di uno stomaco appesantito dagli eccessi. Le luci della notte tradivano l’essenza vuota di una città appesantita dai difetti. Slalom tra le merde, quando le luci della notte non ci tradivano.












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