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Tempo

12 aprile 2013 Pensieri animati 1 commento
tempo

Nella stagione della mia vita in cui credevo di essere immortale e guardavo al tempo come ad un orologio rotto, ogni cosa mi appariva dotata di una straordinaria carica di effimera nullità, capace tuttavia di dare un senso al tutto, e di tale insanabile paradosso si alimentava, in misura più o meno inconsapevole, la mia esistenza.

Quando poi il tempo ha ripreso a muovere le lancette e nella mia mente si è affacciata improvvisa l’idea del limite invalicabile, ogni cosa mi è apparsa dotata di una straordinaria carica di effimera nullità, incapace per ciò stesso di dare un senso al tutto, e di tale innegabile verità si è alimentata, in misura sempre più consapevole, la mia esistenza.

Ora che il tempo si è rivelato una illusione, simile ad un’ombra cinese nella notte, e la mia mente ha smesso di porsi domande, ogni cosa mi appare come avvolta nella sua giusta luce, come strumento per valicare il limite, e di tale chiara rivelazione si nutre finalmente la mia esistenza.

L’indifesa nudità

11 gennaio 2013 Pensieri animati 4 commenti
orologio

Un codice maligno, purulento e invasivo, si era impadronito per alcune ore, forse giorni, delle sonnacchiose pagine di questo blog, carpendone l’anima più nascosta. Ora che il virus è stato debellato, con trascurabili danni collaterali, mi sento in dovere di scrivere due righe, alla ricerca del tempo perduto, rovistando tra gli animati residui di un’antica passione. Pensieri alternati, che a volte affiorano dal passato, tradendo un’indifesa nudità.

Passeggiavo solo e pensoso (pensieri di fine anno)

31 dicembre 2011 Pensieri animati 6 commenti
ingranaggi

La montagna di fronte rumoreggia, lasciandosi alle spalle nubi che sembrano scorreggiare in lontananza. Esplodono artifizi. Ieri sera sono stato a cena da amici, invecchiati come vino in botte. Preferisco il bourbon allo scotch whiskey, ma la mia vera passione è per il rosso d’annata. Per il nuovo anno vorrei illuminarmi, forse d’immenso. Mi fanno gli auguri per strada, protendono le loro guance estranee, nel rituale del bacio stanco. Io non li conosco, ignoro i loro dopobarba e i profumi copri odori che si nebulizzano al collo. Sono come nuvole che camminano. E il prossimo anno non sarà più felice per merito loro. Odio le cipolle crude e l’espressione di augurio “buona fine”. Nessuna fine può essere buona, se non è desiderata. Per questo auguro loro che questo giorno non finisca mai, che uno stolido zampone gli finisca con le lenticchie negli ingranaggi del tempo, inceppandoli.

Early in the morning

16 novembre 2011 Viaggi e Racconti 2 commenti
marciapiede

Ho lasciato Londra che era ancora buio. Gli inglesi non ricordavano da secoli un novembre così mite. Ho scelto di andare a piedi, passando per stradine secondarie. Ci sono luoghi della città che conservano intatte le tracce del proprio passato, altri che le hanno distrutte, dimenticate. In alcuni punti è possibile persino intravedere la linea di confine tra vecchio e nuovo, tra Whitechapel e la City. Mi sono lasciato alle spalle pensieri sul tempo che deforma il profilo di una metropoli.
Alle 10:10 ho preso il volo per Porto.

Giorno di silenzio a Tangeri

4 ottobre 2010 Incipit 5 commenti
René Magritte

E’ la storia di un uomo ingannato dal vento, dimenticato dal tempo e schernito dalla morte.

Il vento dell’Est, in una città dove si incontrano l’Atlantico e il Mediterraneo, una città fatta di colline che si inseguono, avvolta di leggende, enigma dolce e indecifrabile.

Il tempo comincia con il secolo, pressappoco. Forma un triangolo nello spazio familiare di quest’uomo che ben presto – aveva dodici o tredici anni – ha lasciato Fès per andare a lavorare nel Rif, a Nador e Melilla, per tornare poi a Fès durante la guerra e emigrare negli anni cinquanta con la sua piccola famiglia a Tangeri, città dello Stretto, dove regnano il vento, l’ignavia e l’ingratidudine.

La morte è un vascello guidato dalle mani di ragazze né belle né brutte che passano e ripassano in una casa cadente, sotto lo sguardo incredulo e diffidente di colui che, con un gesto deciso, respinge quest’immagine.

La vetrina dei viaggi

Zagreb

Trg bana Jelačića, Zagreb

Passeggio per il centro, attraversando la piazza principale della città, intitolata al bano Josip Jelačić di Bužim. Vedo la sua statua in lontananza puntare la spada verso Sud. Piove e un vento leggero spira da Nord Est. Le direzioni hanno ovunque una loro importanza. Si avvicendano silenziosi i tram sui binari e ombrelli in file ordinate appaiono e scompaiono alla vista. I vecchi simboli della città sono sovrastati da moderni tabelloni pubblicitari. Imbocco la stradina …

Porto

Porto

Quando il Ponte Dom Luis I mi è apparso davanti, simile ad una torre adagiata su un fianco, lì in basso, tra la Ribeira e Vila Nova de Gaia, la città di Porto aveva già messo il vestito da sera

Portogallo road

coordinate_geografiche

L’idea era quella di scoprire Porto, avendo conosciuto e amato Lisboa. Ne è venuto fuori un percorso con variante.

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